Legge di Stabilità 2015: pesanti conseguenze sui livelli occupazionali

Roma, 11 dicembre 2014

Al Presidente della I Commissione
Senato della Repubblica
Al Presidente della V Commissione
Senato della Repubblica
Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari
Senato della Repubblica

Egregi Presidenti,
il disegno di legge di Stabilità 2015 (AS 1698), dopo aver incassato la fiducia alla Camera, approda
al Senato con norme in materia di Province che rischiano di avere pesanti conseguenze sui livelli
occupazionali di questi enti e sui servizi ai cittadini.


In particolare è gravissimo il passo indietro fatto rispetto all’accordo sottoscritto con le Regioni, i
Comuni e le Province, in Conferenza Unificata, in data 11 settembre 2014, in applicazione nella legge n.
56/2014 (c.d. Legge Delrio) e finalizzato al riordino vero degli assetti territoriali, dei livelli amministrativi e
alla tutela dei livelli occupazionali.
Le norme contenute nel Disegno di legge oggi all’esame del Senato sacrificano i lavoratori di
Province, Comuni, Città metropolitane , non garantiscono la salvaguardia dei livelli occupazionali e
mettono a repentaglio l’erogazione dei servizi ai cittadini,
La legge di stabilità 2015 rompe un equilibrio già precario e caotico, perché apporta aggravi di spesa alle
province del tutto insostenibili (tagli di un miliardo per il 2015, 2 miliardi per il 2016, tre miliardi nel 2017),
che di fatto non consentono né di finanziare interamente le funzioni fondamentali, né di trasferire la spesa del
personale agli enti destinatari delle funzioni non fondamentali.
Con l’obiettivo di contribuire fattivamente a migliorare il disegno di legge, chiediamo un incontro
con i Presidenti delle Commissioni I e V e con i Presidenti dei Gruppi parlamentari, per la funzione di
rappresentanza che ci caratterizza e per l’esperienza accumulata negli anni al servizio dei lavoratori e della
comunità.
Cordiali saluti

FPCGIL                                                 CISLFP                                                UILFPL
R.Dettori                                               G. Faverin                                          G. Torluccio