No al caporalato intellettuale al Comune di Matera, Cisl Fp Basilicata denuncia problematiche dipendenti comunali storici con lettera aperta a sindaco De Ruggieri e prefetto Argentieri

Il Segretario Regionale Generale della Cisl Fp Giuseppe Bollettino ha inviato una lettera al sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, al segretario generale Angela Strolfi e al Prefetto di Matera, Rinaldo Argentieri per denunciare il caporalato intellettuale al Comune di Matera e sollecita l’incontro per la definizione delle problematiche che riguardano le problematiche dei dipendenti comunali storici. Di seguito la nota integrale.

Oggetto: Riconoscimento qualità superiore delle mansioni svolta dai dipendenti comunali ed eliminazione dei contratti di lavoro part-time.“No al caporalato intellettuale”.

Il Segretario Regionale Generale della Cisl Fp Giuseppe Bollettino ha inviato una lettera al sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, al segretario generale Angela Strolfi e al Prefetto di Matera,
Sono anni ormai che la scrivente organizzazione sindacale CISL FP sollecita il Comune di Matera, ed il Sindaco avv. De Ruggieri, ad agire per eliminare il precariato del lavoro interno alla “macchina” comunale, che si concretizza nello svolgimento di mansioni superiori e in attività alla stregua di contratti a full-time, pagata invece a part-time.
Siamo giunti a definirlo “caporalato culturale” laddove si pensi che un nutrito numero di dipendenti storici, oltre 60 unità, in servizio da oltre 20 anni ha svolto e continua a svolgere mansioni superiori sopperendo alla carenza atavica di personale, portando avanti le incombenze dei vari uffici, ottenendo solo attestati di stima e la classica pacca sulla spalla (la medaglia di cartone) e non invece la dovuta considerazione in termini di inquadramento giuridico.
Ora la legge e cambiata consentendo, se solo il Comune volesse, l’eliminazione in modo radicate e totale questa piaga che non è giusto e neanche corretto lasciare in eredità alla ormai prossima amministrazione, e magari erodendo, con adozione ed improvvidi provvedimenti dal sapore elettoralistico, gli “spazi occupazionali” oggi esistenti a seguito del D.M. attuativo della riforma Madia.
Solo alcuni mesi addietro con una accorata lettera sottoscritta da oltre 60 di questi dipendenti, inviata all’intera Giunta Comunale, all’intero Consiglio Comunale, al ministro della P.A. Dadone, all’Ispettorato del Lavoro e, ovviamente alle Organizzazioni sindacali, DENUNCIAVANO la loro situazione di lavoratori sotto inquadrati e per 20 di loro anche con contratto part-time, alla quale non c’è stata risposta da parte del Sindaco, mentre si sente parlare di una proposta di delibera di ulteriore modifica del piano dei fabbisogni che riserva solo alcune briciole al personale interno e neanche per l’annualità 2020, ma forse nelle annualità 2021 e 2022 se residueranno le coperture economiche. Non va assolutamente bene.
Il ruolo del Sindacato è quelle di prevenire i conflitti e non certo di acuirli, ma sicuramente non resterebbe inerme di fronte ad un atteggiamento del tipo “orecchio da mercante” o peggio, di fronte all’adozione da parte del Comune di atti ed azioni che configgono e precludono, direttamente o indirettamente, i diritti dei suddetti lavoratori tutelati.
D’altronde anche la Magistratura del lavoro ha finalmente modificato, e radicalmente, il proprio orientamento in tema di riconoscimento di mansioni superiori, difatti con sentenza della Cassazione sezione lavoro n. 14808/2020, ha condannato l’amministrazione a rifondere le differenze retributive a favore di un lavoratore ricorrente, con la seguente motivazione: Lo svolgimento di fatto di mansioni proprie di una qualifica – anche non immediatamente superiore a quella di inquadramento formale – comporta in ogni caso, in forza del disposto del Dlgs 165/2001, articolo 52, comma 5, il diritto alla retribuzione propria di detta qualifica superiore e questo diritto non è condizionato alla sussistenza dei presupposti di legittimità di assegnazione delle mansioni o alle previsioni dei contratti collettivi nè all’operatività del nuovo sistema di classificazione del personale introdotto dalla contrattazione collettiva, posto che una diversa interpretazione sarebbe contraria all’intento del legislatore di assicurare comunque al lavoratore una retribuzione proporzionata alla qualità del lavoro prestato, in ossequio al principio previsto dall’articolo 36 della Costituzione».
Non vorremmo assistere, e fornire la dovuta assistenza legale, ad una inevitabile sequela di ricorsi al Giudice del Lavoro, cosa che non sarebbe giusta ne’ per i lavoratori e ne’ per gli amministratori e, ovviamente, neppure per la dirigenza del Comune di Matera che obtorto collo ha utilizzato e utilizza lavoratori in difformità del dettato costituzionale azionato dalla Cassazione, assumendone i rischi patrimoniali.
Chiediamo quindi al Sindaco avv. Raffaello de Ruggieri di convocare sollecitamente, e prioritariamente rispetto ad altre e diverse volontà, le Organizzazioni Sindacali, per effettuare il dovuto monitoraggio della situazione lavorativa dei suddetti lavoratori, per quantificarne le necessità numeriche delle progressioni verticali necessarie che devono vedere reali possibilità per TUTTI gli aventi diritto e delle somme da stanziare per l’eliminazione della piaga dei contratti part-time, già per l’annualità 2020. Annualità di competenza di questa amministrazione uscente.